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Cure palliative: Bassoli (PD), legge necessaria per rispetto dignità

Cure palliative: Bassoli (PD), legge necessaria per rispetto dignità

21 Gennaio 2010

Virgilio.it

 

(ASCA) – Roma, 21 gen – ”Sconfiggere il dolore quando questo rischia di rubare la dignita’, ricevere aiuto e sostegno nella fase finale della vita, non essere abbandonati, avere accanto a se’ la famiglia nel momento della morte, sono diritti umani e sociali, sono bisogni che una societa’ moderna, attenta alle persone, dovrebbe soddisfare. Purtroppo il nostro Paese sconta un forte ritardo, sia per quanto riguarda la cura del dolore sia per le cure e il sostegno nel fine vita. Per questo l’approvazione di una legge che incide sulla vita delle persone e sul loro diritto di esseri umani e’ un grosso passo in avanti, che consente al nostro Paese di allinearsi agli standard proposti a livello europeo per cio’ che riguarda questo genere di cure”. Lo dichiara la senatrice del Pd Fiorenza Bassoli, capogruppo in Commissione sanita’ a Palazzo Madama, che sottolinea l’importanza ”di una ampia e convinta collaborazione tra maggioranza e opposizione su un tema di grande importanza”. ”Il nostro Paese – spiega la parlamentare – potra’ dotarsi, una volta approvata la legge sulle cure palliative, di una rete tra organizzazioni, istituti di ricerca e altri soggetti operanti nel settore che potra’ rendere uniforme la distribuzione di questi servizi”. Aggiunge, pero’, che ”rimangono aperti alcuni punti che speriamo possano essere accolti: il riconoscimento dell’attivita’ svolta dai medici palliativisti, che sono stati innovatori e costruttori, insieme ad altre figure mediche ed infermieristiche, della rete, qualificata seppure ancora insufficiente, presente sul nostro territorio; nonche’ la questione della semplificazione nell’accesso ai medicinali impiegati nella terapia del dolore severo”. La senatrice Bassoli sottolinea il ruolo importante e insostituibile svolto dalle tante associazioni di volontariato ”spesso prive di risorse e operanti nell’assoluta indifferenza, che hanno svolto un’assistenza ai malati terminali, anche a domicilio quando questi malati non potevano accedere alle cure ospedaliere, con grande spirito di sacrificio e grande capacita’ umana”.