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Combattere il dolore? Adesso sarà più facile

Combattere il dolore? Adesso sarà più facile

03 Febbraio 2010

Oggi

 

Sì, sarà sufficiente la normale ricetta da parte del medico di famiglia, senza ulteriori complicazioni. Il Senato ha ormai approvato in via definitiva la legge sulle cure palliative, che mira a creare una rete di hospices a partire da quelli già esistenti, e che semplifica la prescrizione degli oppiacei. Ne sono felice, come uomo e come medico che da tanti anni conduce la battaglia contro il dolore da cancro. Ho sempre creduto con tutto me stesso nel diritto dei malati a non sorire, e da ministro della Sanità avevo appunto avviato un’azione per svincolare dalla burocrazia la prescrizione dei farmaci antidolore, come la morfina e i suoi derivati. Avevo anche lanciato il grande progetto degli «ospedali senza dolore», un progetto che sta andando avanti sia pure tra inevitabili difficoltà. Mi auguro di cuore che queste due azioni congiunte (la facilitazione nella prescrizione per i malati curati a domicilio, e l’ottimizzazione dei trattamenti anti-dolore in ospedale) riescano finalmente ammettere le cure palliative a disposizione di tutti. Voglio qui ricordare che la definizione di cure palliative deriva dal vocabolo latino pallium, che significa mantello, nel senso che questi interventi si propongono di essere il «mantello» misericordioso da distendere su tutti i malati che non possono guarire. Ora il passo avanti siglato dalla nostra legislazione rende più vicino l’obiettivo, anche se si sarebbe potuto fare di più, come ha sottolineato anche il presidente della Federazione dei farmacisti. È mancata, infatti, la semplificazione della procedura per preparare in farmacia gli oppiacei «personalizzati» che l’industria non produce, come quelli per uso pediatrico. Altra occasione mancata è stata la cancellazione di una norma più avanzata (presente nel testo in discussione) che permetteva la prescrizione di oppiacei da parte di qualunque medico, senza legarla ai medici del Servizio sanitario nazionale. Sono due «vuoti» lasciati dalla legge, ma io non dispero che possano essere colmati in futuro. Come dimostra la storia degli ultimi anni, la battaglia contro il dolore (condotta assieme, con passione, da medici e malati) è anche una progressiva maturazione culturale.