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Prevalenza del dolore

L’Indagine Pain in Europe ha fatto luce sulla prevalenza e l’impatto del dolore cronico di natura maligna in Europa e le conseguenze devastanti sui malati, sull’economia e sulla società.

L’indagine ha rivelato che circa un adulto su cinque soffre in Europa di dolore cronico. Di questi, il 35% è accompagnato dal dolore ogni giorno della propria vita e un terzo riferisce che talvolta il dolore è talmente intenso da far desiderare la morte. Per il 26% di queste persone il dolore ha influito sulla carriera, mentre ogni malato convive con il dolore cronico mediamente da sette anni.
Delle 5084 persone valutate, nonostante il 56% soffriva almeno mensilmente di dolore moderato-severo, solo il 41% riceveva oppioidi forti.

  • il 28% dei malati riporta di non ritenere che il proprio medico sapesse come controllare il loro dolore;
  • il 40% non ha raggiunto un controllo adeguato del dolore;
  • il 21% ha avuto una diagnosi di depressione dovuta al dolore;
  • il 19% dei malati ha perso il proprio lavoro a causa del dolore.

Se venissero maggiormente rispettate le linee guida internazionali probabilmente oggi meno soffrirebbero di dolore cronico.
Le soluzioni terapeutiche disponibili possono consentire ai medici di aiutare i loro pazienti ad alleviare il peso del proprio dolore. Riducendo la sofferenza inutile è possibile di vivere una vita migliore.

PainSTORY: presentata a Lisbona, nel corso del congresso EFIC 2009 la nuova indagine sulla prevalenza e impatto del dolore cronico non maligno.

Nonostante il  95% dei pazienti soffra ancora di dolore dopo un anno di trattamento il 64% di loro è convinto di assumere il giusto trattamento farmacologico e circa la metà è convinto che sia stato fatto tutto il possibile per aiutarli nella loro lotta quotidiana contro il dolore. È quanto emerge da un’analisi condotta su 294 pazienti di 13 Paesi Europei affetti da dolore cronico, seguiti per un anno.
La ricerca rivela che dopo un anno il dolore cronico “ controlla la vita “ di 6 pazienti su 10 con un peggioramento dell’intensità del dolore nel 19% dei pazienti.
Il 44% dei pazienti riporta un sentimento di abbandono dovuto al proprio dolore, il 65% teme di dover abbandonare il lavoro a causa del dolore, il 38% è stato costretto a cambiare modo di lavorare e il 33% ha dovuto ridurre le ore di lavoro; mentre il 43 % non riesce ad occuparsi dei figli in modo adeguato. Due terzi dei pazienti rivela infine una depressione e il 28% prova un dolore così forte da desiderare la morte.
Difficoltà a camminare (64%) a dormire (60%) a lavarsi e vestirsi (30%) a prendersi cura dei figli (53%) sono le maggiori “disabilità” che fanno sentire diversi e spesso “soli” questi pazienti.
L’83% degli intervistati (che si riduce al 64% in Italia) ha una prescrizione medica per farmaci contro il dolore, ma sul 95% dei pazienti con dolore moderato o severo solo il 12% ha avuto una prescrizione di oppioidi forti, con grandi differenze in Europa: nessuno in Italia, ma il 61% in Danimarca e il 39% in Norvegia, il 9% in Gran Bretagna, il 5% in Spagna.