Artrosi precoce, in Europa e nel resto del mondo sono tantissimi i giovani che ne soffrono

Ci sono ottime ricerche storico-sanitarie, riprese in questi giorni, che mostrano quanto la sofferenza, derivante principalmente dalla artrosi in età precoce, abbia segnato la storia dell’essere umano in modo lancinante, inclusa nella Roma Imperiale messa in ginocchio più dal dolore che dai barbari.

Il nodo è che non si tratta solo dell’antichità: un passato ancora vivo nel presente e un dolore che non conosce alcuna distinzione di sesso, di età e di razza ma che porta sofferenza a tante persone, forse troppe.

Uno studio comparativo a due coorti pubblicato su “Annals of the Rheumatic Diseases”, dimostra che oggi in Europa e nel resto del mondo tantissimi giovani hanno visto improvvisamente peggiorare il movimento delle loro articolazioni: colonna vertebrale, anca, ginocchio, dita delle mani e dei piedi, con un dolore che li costringe al riposo forzato e ad un cambiamento radicale dello stile di vita.

Lo studio ha evidenziato che “nei pazienti con artrosi precoce sintomatica (OA), il dolore e la funzione fisica rimangono abbastanza stabili in media per 4 o 5 anni, specialmente nei soggetti con lenta progressione radiografica.

La progressione radiografica veloce (≥ 2 punti del grado Kellgren & Lawrence) è invece associata ad un aumento costante del dolore e a riduzione della funzione fisica”. Le conseguenze sulle patologie derivanti e sul dolore alla colonna vertebrale sono dunque palesi ed incombenti.

Cura e prevenzione diventano perciò priorità fondamentali per tutti gli individui ed ogni medico dovrà impegnarsi a curare il dolore dei propri pazienti e a farsi carico della loro sofferenza.

“La cura del dolore è un diritto inviolabile” (Assemblea Generale dell’ONU a New York il 20 Aprile 2016).

Fonte: Vinci il Dolore

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